Descrizione estesa
Il convento di S. Antonio, ubicato presso la via Statale per Taranto, fu edificato grazie ai contributi elargiti volontariamente dai cittadini ad inizio Novecento per essere destinato ad orfanotrofio e poi a convento di suore Antoniane. L'Orfanotrofio Femminile di Sant'Antonio testimonia la strenua dedizione all'incarico misericordioso nonché l'immenso animo caritatevole di Mamma Coi (Cosima Raganato).
Mamma Coi si affidò alla generosità dei suoi concittadini, alle cui porte bussò una per una chiedendo oboli, in nome di Dio, per la realizzazione di quest'istituzione che decise di intitolare a Sant'Antonio. Instancabile e caparbia, camminò a piedi di paese in paese a questuare in ogni dove, per dare amore e sostegno a tutte le creature abbandonate e assicurare ora, mediante la realizzazione dell'orfanotrofio, un avvenire cristiano e decoroso.
La costruzione si sviluppa su tre piani ed ingloba al suo interno tre cortili. La facciata è chiaro esempio di architettura dei primi decenni del Novecento, dominata da linee essenziali. Il portale di accesso, con lunetta, è sormontato da un timpano con rosone che raffigura Santa Cecilia. Al convento si accede dal lato destro, attraverso un portale con lunetta di fattura piuttosto semplice, in stile con il resto dell'edificio. Il campanile, posto sul lato sinistro, è dominato dalla statua di S. Antonio da Padova, realizzata secondo la tradizionale veste iconografica (con il giglio in mano).
All'interno dell'edificio vi è una sola navata, con abside affrescato con il motivo del pellicano che si squarcia il petto per nutrire i figli: evidente richiamo al sacrificio della passione di Cristo.
L'altare marmoreo è particolarmente complesso rispetto all'architettura circostante. Esso si sviluppa su tre ordini, con quello superiore che ospita la statua di S. Antonio con il Bambino, il tutto entro una struttura a due ordini spioventi.