Personaggi illustri

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Personaggi illustri del comune di Guagnano

Descrizione

Mamma Coi (Cosima Raganato)

Mamma Coi (Cosima Raganato)

Mamma Coi, al secolo Cosima Raganato, nacque a Guagnano nel 1881 in una famiglia modesta che la educò nel profondo rispetto dei più alti e imprescindibili valori cristiani. Bella nell'animo e gentile nell'aspetto, convolò, ancora fanciulla, a giuste nozze con un giovane lavoratore che, invaghitosi di lei, la chiese in sposa.
Passò buona parte della propria vita a dedicarsi anima e cuore ai suoi 9 figli, che allevò ed educò da madre santa ed operosa fino a quando non furono capaci di percorrere autonomamente il cammino della vita. Fu allora che Mamma Coi decise di aprire il suo cuore ad un amore più grande, un amore rivolto a tutte le creature sole e bisognose, a tutte le persone che imploravano l'aiuto dell'Altissimo, in una missione divina e trascendente che la impegnò per tutta la sua esistenza.
Proprio a Guagnano, l'Orfanotrofio Femminile di Sant'Antonio testimonia la strenua dedizione all'incarico misericordioso che le era stato concesso e il suo immenso animo caritatevole. Mamma Coi si affidò alla generosità dei suoi concittadini, alle cui porte bussò una per una chiedendo oboli, in nome di Dio, per la realizzazione di quest'istituzione che decise di intitolare a Sant'Antonio. Instancabile e caparbia, camminò a piedi di paese in paese a questuare in ogni dove, per dare amore e sostegno a tutte le creature abbandonate e assicurare ora, mediante la realizzazione dell'orfanotrofio, un avvenire cristiano e decoroso.
Pregava, Mamma Coi, in maniera semplice ed essenziale, perché la semplicità arriva chiara e diretta alle orecchie di Dio, una preghiera sincera e genuina, così come il suo cuore la generava. Le tentazioni non mancarono, ma la sua fede non barcollò mai, anzi, fu così forte e indiscutibile da riuscire a penetrare le coscienze di tutti coloro che con lei avevano a che fare.La sua vita fu costellata da avvenimenti portentosi e mistici talvolta testimoniati da alcune delle persone che li hanno vissuti o che, in qualche modo, ne hanno percepito gli effetti: piccoli accorgimenti divini che il Signore, mediante lei, operava nelle vite dei suoi fedeli.
Rose secche ed avvizzite risorsero a nuova vita nelle mani di Mamma Coi, oggetti assenti ricomparsero prodigiosamente, frequentissimi casi di ubiquità, malattie e ferite guarirono come per miracolo. Questi sono soltanto miseri accenni di una lunghissima serie di eventi che occuparono tutta la sua vita e che, lungi dall'essere frutto di qualsivoglia magia, scaturirono unicamente dalla preghiera e dall'obbedienza alla Volontà di Dio.
Mamma Coi morì il 23 febbraio del 1956 proprio nella casa del Signore, mentre, già ammalata da tempo, fu colta da malessere durante le sue preghiere e cadde al suolo. Inutili furono i prontissimi aiuti di tutti i fedeli che erano lì con lei. Il suo cuore smise dolcemente di battere e lasciò la vita terrena con l'immensa gioia di chi è pronto a lasciarsi abbagliare dall'eterna luce di Dio.
Il suo corpo fu tenuto per ben tre giorni nella camera mortuaria del cimitero di Guagnano e gente da ogni parte del Salento affollò la stanza per dare l'estremo saluto all'amatissima Mamma Coi. Durante questi tre giorni la bara fu lasciata aperta, proprio come lei aveva disposto in diverse occasioni prima della sua morte, e la sua fronte continuava ad essere sorprendentemente imperlata di sudore. Le innumerevoli persone che si recarono a dar l'addio alla Mamma Coi usarono raccogliere con un fazzoletto il sudore per conservarlo come santa reliquia e come testimonianza di una donna che, nella sua immensa fede cristiana, ha saputo donare sollievo e pace a tantissime creature.

tratto dal sito dell'Associazione Mamma Coi

 

Carmen Longo

Nata nel 1947 a Bologna da genitori guagnanesi, Carmen Longo è un prezioso esempio di come si possa ben conciliare lo studio con l'esercizio, anche ad alto livello, di una disciplina sportiva. Carmen nuotava e si rivelò a tredici anni come una delle più dotate raniste d'Italia.
Ottenne l'affermazione definitiva nell'agosto del 1965 ai campionati assoluti di Milano dove vinse i 200 rana. Si batté poi onorevolmente con alcune delle più forti specialiste d'Europa al trofeo "Sei Nazioni" di Roma; più tardi a Catania superò il primato di Luciana Marcellini, che resisteva dal 1961, ottenendo il tempo di 2' 54"7.
Come premio per le sue prestazioni, la Federazione la inviò nel mese di dicembre a gareggiare in Brasile. Purtroppo la vita di Carmen si interruppe bruscamente la sera del 28 gennaio 1966 nel cielo di Brema in seguito ad un incidente aereo nel quale morì tragicamente assieme ai compagni di una gara internazionale. Portava nel cuore l'entusiasmo e la gioia di difendere ancora una volta i colori dell'Italia.

Questi i suoi successi più significativi:

• Titolo assoluto dei 200 rana nel 1965

• Primato nei 100 rana con 1'20"6

• Primato nei 200 rana con 2'54"7

• Primato nei 400 misti con 6'08"4

A Bologna le è stata dedicata una importante piscina, mentre a Guagnano è stata intitolata a lei la struttura che accoglie il Campo di Calcio.

 

Raffaele Michele Goffredo

Goffredo Raffaele Michele è nato il 29.08.1884 ed è morto il 10.03.1969 sempre a Guagnano.
E' stato un uomo riservato e di grandi virtù morali. Direttore d'orchestra e compositore di molti brani musicali di gran valore, fra cui il più noto è l'inno alla Madonna del Rosario, meglio noto come la Salve Regina.

Il brano fu donato dall'autore all'Amministrazione Comunale con l'impegno assunto da quest'ultima che sarebbe stato interpretato ogni anno il 7 di ottobre come Supplica alla Vergine. Insegnò musica gratuitamente a moltissimi ragazzi di Guagnano.

 

Livio Tempesta

Figlio dell'Avvocato Pasquale Tempesta di Guagnano, Ispettore Generale Capo di Pubblica Sicurezza in Vaticano, nacque il 20 novembre 1941 a Roma.
Dopo gli anni terribili della guerra, arrivarono gli anni di ristrettezze, e lui a quattro anni era un bambino magrolino e con due occhi grandi pensierosi, con aria perennemente assorta, tranquilla, come se seguisse sempre il filo di un segreto pensiero. La sua attenzione si rivolgeva istintivamente alle immagini sacre. Davanti a un crocefisso era capace di restare per ore in silenzio.
Il 23 dicembre del 1950, Livio si ammalò gravemente di peritonite settica diffusa che come una falce spezzò quell'esile bocciolo non ancora fiorito.
Fino all'ultimo cercò di infondere coraggio e di tranquillizzare i familiari, ma il giorno dell'Epifania del 1951 il piccolo angelo di bontà era ormai un corpicino agonizzante.
Le sue spoglie vennero tumulate nella cappella gentilizia della famiglia nel cimitero di Guagnano, divenuta nel corso degli anni meta di pellegrinaggio di tantissimi bambini e scolaresche di tutta Italia.
Il padre decise di mantenere accesa la fiamma del suo ricordo, fondando nell'Istituto Colonna un premio annuo intitolato a Livio.
Nacque poi il Centro Apostolato Bontà nella Scuola (Ente Morale D.P.R. 10.02.1964, n° 616) che ogni anno organizza la consegna del premio "Livio Tempesta" con l'intento di diffondere ed esaltare nella scuola la cultura dei valori etici e sociali.

 

Giovannantonio Tarentini

Nacque il 30 gennaio 1814 a San Cesario da F. Tarentini di Guagnano e da Maria A. Conte di San Cesario. Trascorse la sua infanzia nel paese della madre ma, in seguito ai moti del 1820-21, si trasferirono in Guagnano.
Dal padre, iscritto a una società carbonara, apprese una educazione ispirata a libertà e patriottismo. Partì per Napoli, intorno al 1838, dove strinse amicizia con molti cospiratori del Salernitano.
Prese parte ai moti rivoluzionari del 1848 e contro di lui fu spiccato un mandato di arresto. La notte del 10 maggio partì per Oliveto, nascondendosi in casa di persone amiche.
Latitante, fu scoperto ed arrestato la sera del 20 giugno 1850, e tradotto nel carcere di S. Antonio. Il 14 maggio 1852 ottenne di essere prosciolto dall'accusa, ma con l'imperativo di ritornare a Guagnano.
Il 28 giugno 1857, nella Chiesa dei Padri Celestini in Mesagne, celebrò il matrimonio con Donna Fiorentina de Maria.
Affiliato alla Giovane Italia, si occupò di raccogliere l'obolo per l'acquisto dei centomila fucili per la spedizione di Garibaldi. Dopo la proclamazione del Regno di Italia fece parte della Guardia Nazionale per reprimere il brigantaggio.
Fu più volte Sindaco di Guagnano: ammirato sempre per la rigida ed avveduta amministrazione, e per i sensi di alto patriottismo, che lo guidarono in ogni suo atto. Chiuse serenamente la sua vita in Guagnano il 20 maggio 1902.

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